Le vacanze hanno il profumo di rosette soffiate alla romana.

Ehi ciao, bentornato!

Che bellezza queste domeniche di giugno, calde e assolate…finalmente l’estate! Sei d’accordo con me? Le mattine con il cielo terso, l’aria carica di profumi e di grida di bambini che giocano mi fanno sempre venire in mente le mie vacanze, quando finalmente si poteva dormire fino a tardi e poi giocare per il resto della giornata con mia sorella e i cugini.

Ricordo che era una festa quando arrivava il carretto con i sacchi di farina: voleva dire che mamma avrebbe preparato le sue rosette soffiate alla romana, friabili e con l’interno cavo come vuole la ricetta originale, da mangiate appena sfornate con il pecorino o la mortadella.

Mamma Gisa si metteva all’opera intorno alla grande spianatoia: univa 500 gr di farina tipo 00, 225 gr di acqua minerale naturale e 5 gr di lievito di birra fresco per preparare l’impasto della biga, che poi la lasciava a lievitare coperta e al caldo (18/20°).

Il giorno dopo aggiungeva alla biga, ormai lievitata, 100 gr di farina tipo 00, 87 gr di acqua minerale naturale, 3 gr di malto d’orzo, 4 gr di lievito di birra fresco…. e via ad impastare di nuovo, aggiungendo solo alla fine 9 gr di sale. Concluso il lavoro di impasto mamma faceva con la pasta ottenuta una palla e la spennellava di olio extra vergine d’oliva, la tagliava in porzioni da 80 gr l’una…e ci mandava a chiamare!

Noi bambini la aiutavamo a formare delle palline, che lasciamo lievitare coperte per altri 30/40 minuti. Poi con l’aiuto di un tagliamele le incidevamo, e le lasciamo lievitare coperte e al caldo per altri 60 minuti con la parte stampata rivolta verso il basso.

Intanto mamma preparava il forno: ben caldo a 240/250° C e le infornava con la parte stampata verso l’alto su una teglia riposta sul piano basso del forno: Sotto la piastra poneva una bacinella di acqua per creare vapore necessario alla cottura. Dopo i primi 5 minuti, toglieva la bacinella d’acqua e lasciava proseguire la cottura per altri 20 minuti fino al momento in cui le rosette assumevano un bel colorito dorato. Era il segnale che erano cotte alla perfezione: era arrivato il momento di sfornarle e di gustare la migliore delle merende.

Allora, cosa aspetti? Inizia a preparare l’impasto! Evviva le vacanze, evviva il buon pane fatto in casa!

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