Natale con i tuoi, Pasqua…pure!

Se a Milano il detto è “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”, a Roma certo non vale! ..o almeno non per la famiglia Ranucci! Da noi la Pasqua è sempre stata una gran festa in famiglia…quasi più che il Natale. Era sempre un gran fermento ai fornelli e si cominciava a cucinare giorni prima. Mamme, nonne, sorelle, erano tutte indaffarate a impastare, impanare, far lievitare, infornare…

Sarà anche perché è un periodo in cui le campagne fioriscono e gli orti rinascono, ma la tavola di Pasqua era sempre un trionfo di verdure, dove troneggiavano i carciofi e i primi asparagi. Ma sai cosa mi ricordo più di tutto? La pizza nel letto!

No no, non so’impazzito!! “Davero”! Al casale mamma e papà venivano sfrattati dal letto grande per lasciare il posto al prete, questa struttura di legno dove al centro si metteva un bracere e sopra l’impasto della pizza, che doveva stare al calduccio per ore e ore. E cresceva…cresceva…fino a quando era pronto e veniva infornato per farne pizza dolce da mangiare la mattina di Pasqua, quando si faceva un vero e proprio brunch ante litteram!

La mattina di Pasqua c’era la messa delle 6:30 e poi tutti a casa dove le donne avevano preparato una tavola imbandita di ogni ben di dio! La pizza al centro era regina e intorno prosciutti, salami, capicolli, le immancabili uova sode insieme alla coratella d’agnello (interiora passate in padella).

E di nuovo al lavoro per il pranzo! Finché… ”Tutti a tavola!” urlava mamma

…ma con quello che ci eravamo magnati a colazione! Allora si cominciava con la stracciatella, per aprire lo stomaco! La stracciatella è un brodo di gallina dove dentro ci si metteva a cuocere l’uovo sbattuto con il parmigiano e il limone. Poi si partiva con fettuccine fatte in casa al ragù di 3 carni (costarelle di maiale, pollo e manzo), cannelloni e le lasagne fatte coi funghi raccolti a settembre. E ancora un bell’arrosto di capretto e pollo accompagnato da patatine al forno. E che te voi fa’ manca’ i fritti? E allora via di carciofi fritti dorati fatti a spicchietti, passati nella farina e fritti in una bella padellata d’olio e cotolette d’agnello, anche loro impanate nel pan grattato e fritte.

Insomma, la tavola era davvero un trionfo! E a Pasqua le donne regalavano a noi giovani Bracone e Scarsella, fatti con gli avanzi d’impasto della pizza. Cos’erano?? E’ una tradizione della Tuscia: dei pupazzetti, l’omino per i maschi e un cestino per le bambine, con al centro un uovo. Ma non si potevano assolutamente mangiare prima di Pasquetta, quando, si diceva maliziosamente “andiamo a rompere la scarsella!”

Questa è la ricetta della Pizza di Pasqua di mamma:

foto3

Uova

Zucchero

Latte

Strutto

Cannella

Vaniglia

Limone

Pasta lievita

Liquore (tipo Rosolio)

Impastare come per la pizza e riporre in un contenitore di latta.

Far lievitare nel letto.

Dividere in stampi di alluminio e infornare .

Una volta cotto cospargere di zucchero e cannella.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...