La cucina romana non esiste

Lo so che non te l’aspetti da me, che sono considerato l’Oste romano

No, non puoi fermarti all’immagine del banchetto della Roma Antica con l’uva, il fagiano e il lenzuolo…
Esiste la cucina di Roma, fatta da culture profondamente diverse, intrecciate a religioni e territori altrettanto diversi.
Dall’alto Lazio, alla Maremma, alla Sabina e la Ciociaria…

E allora devi immaginare la cacciagione e i carciofi di Sezze
E ancora l’Agro Pontino con la cultura delle Isole Pontine.
Non sai quali sono? Sono Ponza, Palmarola, Ventotene, che con l’utilizzo di tutti pesci, cosiddetti poveri, hanno costruito un modo completo di cucinare.
E poi c’è la cucina giudea che ha caratterizzato profondamente tutta Roma partendo dal ghetto.

E i pellegrini? Che nel Medioevo andavano in Vaticano e si portavano dietro tutta la loro tradizione culinaria e gli ingredienti stessi?  Lo sai che partivano dalla Spagna e fin su dal  nord Europa?
Roma ha imparato nei secoli a riproporre tutto ciò, facendolo suo, trasmettendolo senza snaturare totalmente e valorizzando ogni ingrediente in ogni epoca.
Quando penso ad ognuna delle ricette che cucino non posso non pensare al viaggio che, nei secoli, l’ha portata a diventare quella che è oggi.

Come puoi chiedermi di sintetizzare tutto questo?
Ti faccio un esempio: dell’amatriciana originale potremmo parlare ore senza annoiarci mai.

Sai cos’è la Gricia, lo sai perché si chiama così?
Se mi dici che è l’amatriciana in bianco te meno…

No, ma consolati, il cinquanta per cento dei romani forchettoni non lo sa…
Ti racconto la storia: esiste un paese che si chiama Grisciano, vicino ad Amatrice sempre in Sabina, dove esiste ancora la sagra della Gricia. Due paesi, due piatti diversi, sempre in contrapposizione.

Come non esiste la sagra dell’Amariciana?! Certo che esiste. Anzi parla piano che se ti sentono scoppia la solita guerra.
Ad Amatrice si usava il pomodoro.

Sì lo so, il pomodoro è arrivato con la scoperta dell’America ed è da lì che è nata la diatriba.
A Grisciano hanno continuato a proporla in bianco.
Prova ad immaginare cosa scaturisca culturalmente, da queste sinergie o conflitti. Tanti modi di cucinare, ma anche di produrre e di tramandare, di conservare e di divulgare…

Ti prego, non dire più “tipicamente romano”!

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2 risposte a La cucina romana non esiste

  1. sante ha detto:

    Grisciano non è in Sabina!!!

  2. davidranucci ha detto:

    Caro Sante, citandoti quanto riportato sul libro “”NOTIZIE STORICHE su Grisciano d’ Accumoli e la sua pieve parrocchiale”, Grisciano è l’ultimo paese dell’alta Sabina, sul confine con le Marche. Sul sito http://www.amicidigrisciano.com puoi trovare notizie sulla storia del paese. Un caro saluto

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